“Nella fattispecie in esame il matrimonio imposto ai danni della ricorrente attraverso la reiterata violenza fisica e psichica, tale da averne determinato la fuga, integra certamente una violenza di genere e, in quanto tale, rientra tra le ipotesi di riconoscimento della protezione internazionale (Cass. 12647/2022). In particolare tale violenza va qualificata anche in termini di grave violazione della dignità, e dunque trattamento degradante che integra un danno grave, la cui minaccia, ai fini del riconoscimento della protezione sussidiaria, può provenire anche da soggetti diversi dallo Stato, qualora le autorità pubbliche o le organizzazioni che controllano lo Stato, o una sua parte consistente, non possano o non vogliano fornire protezione adeguata”
Progetto finanziato dal Citizens, Equality,